Descrizione
Questa mattina il Teatro Comunale di Valmontone ha ospitato un incontro intenso e profondamente educativo con Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, accolto dalle studentesse e dagli studenti dell’Istituto Comprensivo di Valmontone Madre Teresa di Calcutta.
Una mattinata costruita interamente dai ragazzi, che attraverso musica, racconti e contributi audiovisivi hanno presentato il loro progetto “LIBERAmente”, mostrando con maturità e passione il senso più autentico della parola Legalità, fatta di cura dell’altro, di responsabilità collettiva, della forza del “Noi”.
Don Ciotti ha regalato alla platea una riflessione potente sull’incontro come occasione di cambiamento, raccontando l’esperienza di Libera, l’impegno del Gruppo Abele, la lotta alle dipendenze e il valore di una comunità che non lascia indietro nessuno.
Particolarmente toccante il suo invito a fare sempre un “sovrappiù”, uno sforzo in più — come fa Libera ogni giorno — pur di fare la cosa giusta: perché la giustizia, la legalità e la solidarietà non si accontentano del minimo indispensabile, ma chiedono coraggio, dedizione e coerenza.
Forte anche il suo monito: “l’ultima mafia è sempre la penultima”, perché la mafia, purtroppo, si rigenera continuamente e cambia volto. Per questo non basta tagliare la malerba in superficie con la pur straordinaria azione della magistratura e delle forze dell’ordine: occorre estirpare il male alla radice.
Ed è proprio quello che le ragazze e i ragazzi oggi hanno fatto, perché la cultura sveglia le coscienze e l’educazione è fonte di vita e di bene. Un lavoro che riguarda tutti — tutte le cittadine e tutti i cittadini — e che chiama ciascuno alla propria parte di responsabilità.
Don Ciotti ha ricordato anche Papa Francesco, e la volontà del Pontefice di promuovere in Vaticano un incontro mondiale di due giorni sui beni confiscati alle mafie, a testimonianza del fatto che la lotta alla mafia è anche un impegno evangelico, prima ancora che civile e istituzionale.
Particolarmente toccante il suo invito a fare sempre un “sovrappiù”, uno sforzo in più — come fa Libera ogni giorno — pur di fare la cosa giusta: perché la giustizia, la legalità e la solidarietà non si accontentano del minimo indispensabile, ma chiedono coraggio, dedizione e coerenza.
All’incontro hanno preso parte Mons. Luigi Vari, Arcivescovo della Diocesi di Gaeta, Mons. Stefano Russo, Vescovo della Diocesi di Velletri-Segni e di Frascati, la Consigliera regionale Eleonora Mattia e Don Antonio Galati, parroco della Chiesa di Santa Maria Maggiore.
Per l’Amministrazione comunale erano presenti il Vicesindaco Pizzuti, l’Assessore alla Pubblica Istruzione Laura Mujic, l’ex Sindaco Alberto Latini e i Consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, insieme ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, Carabinieri e Polizia di Stato.
«Ascoltare oggi Don Luigi Ciotti, insieme alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, è stato un dono enorme per la nostra comunità. Le sue parole ci ricordano che la legalità non è un concetto astratto, piuttosto una pratica quotidiana fatta di scelte che ci richiamano sempre alla responsabilità verso gli altri.» dichiara il Sindaco, Veronica Bernabei. «Sono profondamente orgogliosa delle studentesse e degli studenti dell’Istituto Comprensivo Madre Teresa di Calcutta: con il progetto LIBERAmente hanno dimostrato che i nostri giovani sono già protagonisti del cambiamento, capaci di trasformare l’impegno civile in linguaggio, in arte, in vita vissuta. Un ringraziamento sentito e doveroso va alla Dirigente Scolastica Maria Antonietta Fusillo e a tutti i docenti dell’Istituto Comprensivo, che con competenza e passione educativa hanno reso possibile un percorso così significativo. È grazie al loro impegno quotidiano che la scuola continua ad essere il primo, fondamentale presidio di cittadinanza e di crescita civile. Don Ciotti oggi ci ha invitato a fare un “sovrappiù”, uno sforzo in più pur di fare la cosa giusta: è un richiamo che raccogliamo con convinzione, perché amministrare significa proprio questo, andare oltre il dovuto per il bene della comunità. Come ci ha ricordato, “l’io diventa noi”: è questa la strada che vogliamo continuare a percorrere come Amministrazione, costruendo una Valmontone fondata sull’incontro, sulla cultura della legalità e sull’attenzione verso chi è più fragile. Un grazie sincero a Don Ciotti, alle famiglie e a tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata indimenticabile.»
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